Menu Chiudi

Le forme del corpo che parlano…dentro

22-bioenergia

di Massimo Forcellini

Introduzione

Durante le sessioni di pratica di tanti anni mi sono reso conto di come degli aspetti di forma (posture, respirazione, espressioni, ecc) influiscano di per sé sullo stato interiore ed energetico. Per esempio, tradizionalmente la postura di base del Qigong in stazione eretta implica la cura di dettagli posturali che ci permettono di rilassarci e facilitare un ottimale scorrimento dell’energia vitale. Tuttavia, si può anche considerare ciò che evoca la posizione di per sé. Essere in piedi, ben radicati e dritti, per esempio fa risuonare le qualità di stabilità, rettitudine, assertività, ecc. Ciò che risuona in noi influisce poi sul nostro stato interiore.

Da queste esperienze è nata una riflessione più ampia a partire dalla teoria della comunicazione.

Il linguaggio del corpo nella comunicazione

Nell’ambito della ricerca sulla comunicazione si pone un particolare accento sull’importanza del linguaggio non-verbale. In pratica, durante un’interazione fra individui l’aspetto verbale è solo in minima parte ciò che veicola i significati che si vogliono comunicare. Il non-verbale contribuisce in misura maggiore a conferire significato a ciò che viene espresso verbalmente. In particolare, veicola gli aspetti emotivi che le parole riescono ad evocare solo in parte. Dunque, si considerano il tono della voce, la grandissima articolazione delle espressioni del viso, i gesti, le posture del corpo e quanto altro.

La persona che abbiamo di fronte comprende sufficientemente bene ciò che le stiamo dicendo poiché coglie le nostre parole, ma contemporaneamente tutti gli altri aspetti non-verbali. Il linguaggio verbale è sottoposto in massima parte al vaglio della razionalità, mentre il non-verbale passa senza la mediazione razionale (a meno che non ci si faccia attenzione intenzionalmente). Questa parte della comunicazione viene trasmessa in modo diretto da persona a persona. Si pensi all’immediatezza del sorridere quando l’interlocutore ci sorride. Oppure come ci si irrigidisce se incontriamo uno sguardo minaccioso. Anche la postura incurvata di una persona triste o l’ansimare di una persona ansiosa non hanno bisogno di parole affinché ne comprendiamo lo stato interiore. Vari stati d’animo a cui assistiamo, per così dire ci raggiungono, ed evocano una risposta istantanea e personale.

Dunque, gli aspetti non-verbali sono la manifestazione esteriore immediata dello stato interiore di una persona. L’insieme degli aspetti definiscono una sorta di “configurazione” che comunica verso l’esterno. Il collegamento tra stato interiore e “configurazione” è molto stretto e del tutto spontaneo poiché consolidato durante tutta la vita della persona e durante millenni di evoluzione umana. Dall’altra parte, anche la capacità di leggere lo stato interiore degli altri è piuttosto immediata e spontanea. In effetti tale capacità ha una profonda radice nel bisogno di sopravvivenza. Per questo motivo siamo generalmente specializzati in questa operazione che, come di recente è stato scoperto, ha un suo supporto neurologico anche nei cosiddetti neuroni a specchio.

Uso consapevole del linguaggio del corpo

Riassumendo, il modo in cui comunichiamo all’esterno i nostri stati interiori come il modo di rispondere alle “configurazioni” degli altri è spontaneo e automatico. Tuttavia, è possibile considerare un utilizzo intenzionale e consapevole degli aspetti non-verbali della comunicazione e più in generale di vari aspetti che riguardano la nostra fisicità, in particolare per questo loro collegamento così diretto e forte con gli stati interiori.

Ogni antica tradizione evolutiva cerca di coltivare il lato virtuoso e creativo della natura umana e di lasciare andare ciò che è disarmonico e distruttivo. La tradizione Taoista ha cercato di camminare lungo questa via lavorando nel dettaglio su ogni aspetto dell’essere umano. Per questo motivo anche le posture, la respirazione, l’espressione del viso, la qualità del movimento e tanto altro sono stati curati con attenzione. Questo, seguendo il filo della nostra riflessione, anche perché questi aspetti visibili esternamente influiscono sulla nostra interiorità.

In altre parole, mi pare significativo e utile il fatto che aspetti come la postura, l’espressione del viso, il modo di respirare, il modo di muoversi non solo comunicano all’esterno, ma anche verso l’interno. Non solo comunicano quando sono un’espressione spontanea come risposta ad eventi esterni, ma anche quando scegliamo consapevolmente di metterli in atto. In termini energetici possiamo dire che tutti questi aspetti influiscono sullo stato vibratorio del nostro essere, alcuni in modo più diretto e fisiologico altri in modo più indiretto e simbolico. È inoltre necessario sottolineare ulteriormente che l’influenza esercitata sugli stati interiori avviene in modo immediato, cioè senza mediazione razionale. Ciò significa che si può lavorare sugli stati emozionali anche senza ragionamento.

Alcuni esempi

Per esempio, la postura di meditazione da distesi fa risuonare in modo preponderante il significato del lasciarsi andare completamente, dell’abbandonarsi e, quindi della fiducia.

Le posture verticali (seduti a gambe incrociate, seduti su un supporto, in piedi) dove universalmente si richiede di mantenere la schiena dritta, esprimono in particolare la rettitudine, il prendere posizione consapevolmente nella meditazione come nella vita.

Il radicamento a terra con i piedi ben appoggiati e nella postura corretta (sia da seduti che in piedi) sviluppa senso di stabilità e sicurezza.

Una pratica in movimento fatta in modo lento, dolce, armonioso (Tai Chi, Qi Gong, ecc) fa risuonare in noi stessi ascolto e presenza, dolcezza, fluidità, cura, non forzatura.

Meditare o muoversi sviluppando la percezione integrata del nostro corpo sostiene l’integrazione della nostra personalità, il senso di unione interiore.

Una respirazione ampia e profonda, diaframmatica, influisce in modo straordinario sulle persone creando beneficio a vari livelli. Mantiene il baricentro in basso favorendo stabilità e centratura. Dà equilibrio all’umore, specialmente negli stati di ansia.

Il sorriso nella sua semplicità evoca la vibrazione dell’amore che un poco alla volta porta con sé accoglienza, accettazione, unione e tanto altro che ci fanno veramente bene. Non solo ma ci conduce a scoprire che il bene che spesso cerchiamo assiduamente fuori di noi abita da sempre dentro di noi.

Questo legame così stretto fra espressione della bocca/viso e apertura del cuore è così semplicemente potente che nella tradizione Taoista viene approfondito attraverso una meditazione dedicata: il Sorriso Interiore.